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Fiori di campo

LUCIANA

Luciana Soza Herrera

Via Giuseppe Mazzini, 50/B
20099 Sesto San Giovanni (MI)

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“Tutti i grandi sono stati bambini una volta. Ma pochi di essi se ne ricordano.”
Antoine De Saint-Exupery– Il Piccolo Principe

 

Ciao, sono Luciana, giovane mamma ed educatrice.

Da piccola sempre tutti mi dicevano: “da grande sarai maestra”, magari perché mi vedevano sempre con i miei cuginetti a farli giocare e guidarli nelle attività, come una maestra. Ed appunto sono diventata un’educatrice, ho conseguito la laurea nella mia Arequipa, una città al sud del Perù.

Nei miei anni di studio ho seguito stage e  tironcini in diversi asili della mia città, e dopo il mio trasferimento in Italia ho iniziato lavorando come educatrice d’inglese e come sostituta, e poi come maestra di riferimento.

Ho scoperto il “nido famiglia” insieme alla mia figlia Bianca, quando lei ha inizato a frequentarne uno a Milano. Questo ha aperto per me un mondo meraviglioso dove ho visto l’opportunità di consolidare il mio lavoro e la vita di mamma.

In quello stesso momento, lavoravo in un asilo nido convenzionale con inspirazione di metodologia “Reggio Emilia Approach”, dove ho conosciuto questo approccio che mi ha fatto riflettere ed è stato fonte di ispirazione per me su come migliorare e crescere come educatrice e come aiutare i bambini nella loro esplorazione del mondo, poiché questa sia piena di esperienze che favoriscano il loro sviluppo.

La proposta multilingue del mio nido famiglia viene pensata da una realtà: la globalizzazione, alla quale siamo sempre più esposti. Nel mio caso personale, ho imparato quattro lingue per il bisogno di comunicare nel contesto multiculturale in cui vivo, a cui pure mia figlia di pochi anni è esposta e ho visto come così piccola ha imparato a soddisfare questo bisgono di comunicazione multilingue. Perciò sono più che convinta che i bambini nella loro tenera età sono capaci di raggiungere tante conquiste e come adulti dobbiamo stimolarli ed offrire loro le esperienze necessarie in qualunque contesto ci troviamo.

Con queste esperienze voglio far diventare casa mia un luogo pieno di amore e comprensione per i bambini, dove si possa sentire il calore di una mamma insieme alla guida dello spirito di un’educatrice per vocazione.

Questa è una poesia che tengo sempre presente, che mi ricorda di essere quel mediatore fra il bambino e il mondo:

IL BAMBINO È FATTO DI CENTO

Il bambino
ha cento lingue
cento mani
cento pensieri
cento modi di pensare
di giocare e di parlare
cento sempre cento
modi di ascoltare
di stupire di amare
cento allegrie
per cantare e capire
cento mondi
da scoprire
cento mondi
da inventare
cento mondi
da sognare.
Il bambino ha
cento lingue
(e poi cento cento cento)
ma gliene rubano novantanove.
La scuola e la cultura
gli separano la testa dal corpo.
Gli dicono:
di pensare senza mani
di fare senza testa
di ascoltare e di non parlare
di capire senza allegrie
di amare e di stupirsi
solo a Pasqua e a Natale.
Gli dicono:
di scoprire il mondo che già c’è
e di cento
gliene rubano novantanove.
Gli dicono:
che il gioco e il lavoro
la realtà e la fantasia
la scienza e l’immaginazione
il cielo e la terra
la ragione e il sogno
sono cose
che non stanno insieme.
gli dicono insomma
che il cento non c’è.
Il bambino dice:
invece il cento c’è.

Loris Malaguzzi

Fiori di campo
Via Giuseppe Mazzini 50/B
Sesto San Giovanni MI 20099
Italia